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il migliorista Napolitano fa il bis

Dopo la bocciatura a PdR di Prodi, dimissioni di Bersani, lo scenario politico nazionale ha avuto un’impennata spaventosa. Si è deciso di andare su un Presidente che a me, personalmente, nel primo settennato è piaciuto, sull’Articolo 18 possiamo anche discutere, ma sulle questioni reali, non sul numero che per molti solo a pronunciarlo ci si scaldi. “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione” così nel 2006 cominciò l’avventura di Giorgio il migliorista al Quirinale. Un Presidente molto attivo, si molto vicino al sistema presidenzialista, ma con una funzione a fisarmonica con gli spazi politici lasciati dal Parlamento. Oggi, i cittadini, in base ad un forte mal di pancia chiedono cambiamento in nome e per conto di che cosa non si capisce se poi diventa qualunquismo e pure populismo (vorrei un’altra dichiarazione del nobel Fò a riguardo).

Il segnale lo si da non a chiacchiere, ma con i fatti e se qualcuno è convinto di mandare tutti a casa, significa che non fa gli interessi del Paese. Siamo in un tripolarismo dove ognuno ha circa il 25% di consenso e il 75% di non consenso, ma ci sta chi ha 300 deputati e 110 senatori, chi 200 deputati e 100 senatori e chi ha 110 deputati e 50 senatori e in una democrazia rappresentativa è questo ciò che conta, quando si decide di modificare le cose, dove non servono i parlamentari e un presidente della repubblica eletto indirettamente discutiamone. Ma allora mi chiedo anche 48mila internauti sono 48mila persone fisiche che hanno capacità giuridica e capacità di agire. Un Rodotà che non può incarnare il senso del cambiamento, certo può rappresentarlo, ma se dopo 5 elezioni non si smuove nulla allora smuoviti tu, non si può dare sempre adito ad altri. Se ci fosse stato uno del PD o del PDL (che partito mi fate nominare!) cosa avreste detto: “sa solo occupare la sedia”.

Torniamo all’elezione di oggi, è iniziata chiama per il sesto voto. Comunicato del Quirinale via twitter, dopo che questa mattina Bersani e Berlusconi erano saliti al Colle: “Non posso sottrarmi a responsabilità, ci sia analoga assunzione da parte di tutti”. Pd, Pdl, Scelta civica e Lega gli avevano chiesto di rimanere. No dei Cinque Stelle e  Sel che rompe con il PD e scelgono ancora Rodotà. Se il presidente dev’esser di tutti allora non può esser Rodotà che prende 250 voti su 1007, e allora l’invito era che si provi a votarlo tutti insieme, se uno pensa di fare le barricate e poi grida al Golpe, per me vive altrove. Te lo do io un altro nome: Sabino Cassese, che non è da meno a Rodotà. Il movimento grida contro il sistema PD e PDL, ma mi pare che se questi due partiti stanno in Parlamento rappresentano una bella fetta di elettori e se si aggiunge anche Scelta Civica allora non solo maggioranza con i Grandi Elettori, ma anche maggioranza nella scelta dei cittadini nella cabina del 24-25 febbraio.

Ma la cosa seria volete sapere qual è? Che interessa a coloro che parlano di spending review, che avremo un risparmio del fotografo per la nuova foto istituzionale del nuovo presidente della Repubblica e non avremo da ristampare in tutti gli uffici d’Italia (comuni, scuole, …) visto che Napolitano è già incollato con le spalle al muro.

Ora manca il governo Amato III, poi riforme per il presidnezialismo e nuove elezioni, senza dimenticarci che i Superiori si sono aumentati lo stipendio a 6000 euro in Parlamento, aspettiamo i loro rimborsi e leggiamo le loro belle spese nella Regione Piemonte… mi pare che qui siam tutti uguali.

Sul PD del futuro poi vi racconterò, resta il fatto che Napolitano è il primo PdR ad esser riconfermato.

 

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Mimino Ricciardi

About Mimino Ricciardi

Digital Champion Lauria. Democratico. WebTeam MT2019. Europeo. Lucano. Collaboro con il Quotidiano di Basilicata. Innovatore. Juventino. "il cuore a Lauria e la testa nel Mondo" twitter: @MiminoRICCIARDI

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