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perchè SI l’incontro Renzi-Berlusconi

Il tema politico predoninante in questi ultimi due giorni, e credo che resterà per molto ancora è l’incontro Renzi-Berlusconi al Nazareno. Come sempre le interpretazioni sono innumerevoli, il gossip politico ti consente di avere cittadini che ad un tratto diventano politologi di primo piano, che enfatizzano il chiacchiericcio da bar, ma che aimè non comprendono fino in fondo la questione delle azioni politiche che si svolgono, senza citare le conseguenze a lungo raggio che potrebbero determinare, detto ciò non approfondisco, perché altrimenti diventano parole buttate al vento. Mi preme però far notare due/tre passaggi fondamentali: le regole si fanno con tutti gli i gruppi del parlamento e che esista anche qualche partito o movimento che più determinare un pezzo importante di democrazia, il Paese ha bisogno di un governo vero e stabile (visto per esempio le “iacovelle” sull’IMU), è giunto il tempo di mantenere alle promesse elettorali, c’è un Paese stanco a cui viene promessa la luna in campagna elettorale e poi perennemente disatteso nel momento d’azione politica di governo.
Detto ciò Renzi ha fatto bene a Berlusconi, per me deve vedere anche gli altri partiti (in primis il M5S se non lo ha già fatto) e poi con la stessa determinazione deve scegliere la strada delle riforme sena imbottigliarsi nei piccoli partiti che bloccano le grandi riforme. Se poi mi si chiede quale legge elettorale prediligo, dico: proporzionale per sancire l’appartenenza dei partiti, e in collegi per la rappresentazione territoriale, sbarramento alto, presidente del consiglio si deve conoscere la sera stessa degli scrutini e 60% al partito o coalizione che vince, e ancora per sostenere ancora l’idea del non proliferarsi di partiti (max4-5 liste per ogni coalizione), ma questo magari sarà oggetto di un’altra riflessione più approfondita. Di certo con Renzi (accompagnato da Guerini) e Berlusconi (accompagnato da Gianni Letta) non erano soli nella stanza del segretario al Nazareno, ad ascoltare i dialoghi c’erano Che Guevara e Fidel Castro.
Tutta altra questione è: “questo matrimonio non s’adda fare” sulla quale il PD tutto concordi, ma questa è un’altra storia.
Infine, consiglio l’amaca di Michele Serra, che riporto qui di seguito:
“Ci sono almeno due cose, sul colloquio Renzi-Berlusconi, che vanno dette al netto di ogni bilancio politico e di ogni elucubrazione politologica. La prima è che la cosa davvero anomala, davvero strampalata, non è discutere le regole con il “nemico”; è governare insieme a lui. Poiché il Pd quel passo stravolgente (governare insieme a Berlusconi) l’ha già compiuto, per giunta sotto l’alto patrocinio del Capo dello Stato, perché mai il suo nuovo segretario dovrebbe astenersi da un ben più giustificabile incontro per discutere di regole comuni? La seconda è che questo incontro non arriva a interrompere un brillante e proficuo percorso di riforma. Arriva dopo anni di penoso traccheggio e di ignavia politica; arriva dopo un Lungo Niente che solo il colpo di mano (benedetto) della Consulta ha ribaltato: senza di quello, avremmo ancora il Porcellum, e l’umiliazione sistematica della politica per mano della politica stessa. Il “qualcosa” di Renzi è sempre meglio del nulla che lo ha preceduto. Di più: è proprio il nulla che lo ha preceduto a offrire a Renzi una innegabile pezza d’appoggio.”

Berlusconi-e-Renzi

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Mimino Ricciardi

About Mimino Ricciardi

Digital Champion Lauria. Democratico. WebTeam MT2019. Europeo. Lucano. Collaboro con il Quotidiano di Basilicata. Innovatore. Juventino. "il cuore a Lauria e la testa nel Mondo" twitter: @MiminoRICCIARDI

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