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(s)contentissimo e mai allegro!

Ieri sera la doccia fredda. Conte lascia la Juventus. Incredibile. Agghiacciante avrebbe detto lo stesso Conte se non fosse stato proprio lui a dirlo in qualche intervista precedente. Dopo 3 anni, vissuti al cardiopalma dove ogni azione, ogni passaggio, ogni tocco di palla mi hanno suscitato ansie bianconere che in tanti anni non ricordavo, forse più del mondiale di Lippi e della stessa Juve di Lippi. Il conte allenatore non lasciava un centimetro nemmeno a pensarci, una continua aggressione tecnica e tattica che mi inorgogliva di far parte di quella tifoseria bianconera patrimonio nazionale e anche internazionale.
Però in cuor mio lo sapevo, perché Conte lo aveva detto quando arrivò: “ci vogliono 5 anni per far si che una squadra diventi grande in Europa” e alla fine di questo campionato lo aveva fatto nuovamente immaginare, che il percorso doveva, senza se e senza ma, esser quello. Siamo al quarto anno di gestione Conte e questo doveva esser l’anno in cui in Europa la Juve doveva contare, non per forza vincere, ma arrivare tra le prime 4 si. Anche perché vincere la Champions significa avere anche fortuna, ma esser lì a giocarsela ci vuole lavoro e sudore, quello che il mister ha messo per farci vincere 3 scudetti di fila. Conte ci ha abituati ad una Juve vincente, di trofei e di record. E questo non può esser un anno, per lui, dove vincere è scontato solo in Italia, l’asticella deve alzarsi e per farlo serve un mercato vero, promesso a giugno e che forse non si è realizzato a inizio ritiro, ma questo lo sapremo in futuro. La vecchia signora resta sempre signora, anche in questo caso la scissione avviene in modo consensuale e ciò non toglie che una società esiste, anche se questa volta l’errore vitale lo ha commesso.
L o avevo twittato ieri sera sul mio profilo: “fino ad oggi contentissimi, ma allegri mai!”. Era lo slogan di questi anni, ma era per me anche una convinzione morale per come i due tecnici interagiscono con il calcio stesso. A me piacciono i passionali, quelli che spremono i giocatori fino all’osso, anche perché se un giaccherinho o qualsiasi altro è arrivato a certi livelli un motivo ci sarà. Se nell’era Conte gli infortuni sono stati pochi a differenza degli anni precedenti qualcosa significherà pure…
Per ora, mi dispiace, ma resto scontentissimo e anche poco allegro visto chi sarà il nuovo mister della squadra con 32 scudetti sul petto.
Sarà sempre forza Juventus, ma scusatemi se ogni tanto mi prenderò delle distrazioni.

conte-juvnetus

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Mimino Ricciardi

About Mimino Ricciardi

Digital Champion Lauria. Democratico. WebTeam MT2019. Europeo. Lucano. Collaboro con il Quotidiano di Basilicata. Innovatore. Juventino. "il cuore a Lauria e la testa nel Mondo" twitter: @MiminoRICCIARDI

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